Nomadland, il film di Chloé Zhao recentemente vincitore agli Oscar, sembra essere diventato realtà per una coppia inglese.

Manjula e Reuben Cote, rispettivamente insegnante di yoga e lavoratore part-time di Roadwater, nel sud ovest dell’Inghilterra, avevano infatti deciso di acquistare un pullman per viaggiare e partecipare ai festival. Poi, la pandemia di Covid19, con i lockdown, le restrizioni e la sospensione di tutti gli eventi, ha ostacolato i loro piani. Ritrovatisi con un pullman che non poteva muoversi, che fare, dunque?

Nasce così l’idea di ristrutturarlo e farne un’abitazione nomade, proprio come nel film, che racconta la storia di una donna che lascia la sua città per attraversare gli Stati Uniti a bordo del suo furgone.

Nomadland, il bus-abitazione diventato realtà: il progetto di Manjula e Reuben

L’autobus acquistato da Manjula e Reuben è un Bristol VR double-decker del 1978. Era  finito in pensione dopo aver prestato servizio come navetta presso l’Amberley Museum in Sussex.

La coppia, durante la pandemia, ha deciso di ristrutturarlo completamente, per trasformarlo in una vera e propria abitazione su ruote. Il soffitto è stato ricoperto di legno, sul pianale è stato posato il parquet, sono stati aggiunti divanetti e tavolini e persino un letto matrimoniale, una cucina a gas e dei servizi. Il risultato è sorprendente: l’autobus sembra un piccolo chalet, con tanto di scala illuminata che conduce al piano superiore.

Il sogno di una vita nomade come nel film premio Oscar Nomadland è così diventato realtà: Manjula e Reuben hanno vissuto per mesi nella loro nuova casa viaggiante.

Sembra, però, che i due abbiano infine deciso di mettere in vendita l’autobus, con un prezzo che parte da 45.000 sterline. Come hanno raccontato in un’intervista al giornale inglese Mirror, sono stati travolti da messaggi in risposta all’annuncio online: molti gli acquirenti interessati a questa opportunità. Che sia per guadagnare mettendo il bus in affitto su Airbnb, oppure per continuare a utilizzarlo come dimora mobile, rendendo realtà l’ideale di vita della protagonista di Nomadland.

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