Un isolotto di appena due chilometri di perimetro e 7,5 ettari di superficie. Queste le dimensioni dell’isola Comacina, una perla nel bel mezzo del lago di Como, all’altezza del comune Tramezzina.

Una piccola-grande meraviglia naturale che ha una storia molto particolare: al termine della Grande Guerra, l’allora proprietario Giuseppe Caprani lasciò la terra in eredità al re Alberto I del Belgio che, in seguito, la regalò allo Stato Italiano che, a sua volta, la cedette all’Accademia di belle arti di Brera, tutt’oggi proprietaria.

Naufragò il progetto di costruirvi un villaggio per artisti e un albergo. Se l’hotel non venne mai edificato, presero forma una locanda e tre villette sul progetto dell’architetto Pietro Lingeri. Edifici che sono ammirabili ancora adesso, nonostante l’isola di Comacina sia disabitata da anni e protetta da un custode.

Cosa vedere e fare nell’isola di Comacina

L’unico edificio ancora integro è la chiesetta barocca di San Giovanni; per il resto sono rimasti solo i resti di mura, battisteri, cripte e chiese. Sì perché sull’isola, secondo quanto tramandato, sorgevano ben nove chiese prima che i comaschi, nel 1169, le radessero al suolo.

Ogni anno, la domenica più vicina al 24 giugno, qui si svolge la tradizionale festa di San Giovanni, con solenne processione di barche e con il tradizionale spettacolo pirotecnico sul lago.

Il lido di Ossuccio

Di fronte al lato nord-est dell’isola Comacina, a poche bracciate, c’è Ossuccio e il suo Lido. Il cosiddetto parco di “Ospedaletto” è una delle distese d’erba più note e frequentate in zona durante i mesi estivi.
L’accesso alla spiaggia è libero e durante la giornata, fino a sera, ci si può comodamente appoggiare a un chioschetto per mangiare, bere e anche ballare.
Dal pontile si può prendere il motoscafo che in una manciata di secondi porta proprio all’isolotto.

Leave a Reply