L’unica soluzione possibile per i prossimi mesi, fino a che il vaccino non avrà permesso il ritorno alla normalità, sarà il turismo di prossimità. Viaggiare, sì, ma entro i confini nazionali, per evitare quarantene all’estero o il rischio di contagi su mezzi condivisi. Un turismo che privilegi dunque mete vicine, raggiungibili con la propria auto, alla riscoperta del territorio in luoghi spesso poco mainstream.

E proprio in questa direzione si sono attrezzate molte città italiane, con l’obiettivo di offrirsi come alternativa alle grandi (e frequentatissime) città d’arte. È il caso, ad esempio, di Torino e Milano, dall’innegabile bellezza, ma spesso oscurata dalla fama di capoluoghi come Venezia, Roma o Firenze. Due città che evocano forse più economia che arte, e che invece hanno molto da offrire ai turisti. Anche grazie ai nuovi progetti sviluppati proprio per promuovere un turismo di prossimità e la riscoperta dei tesori locali.

Turismo di prossimità a Milano: un’hospitality ibrida

La città di Milano è conosciuta in Italia e nel mondo come capitale della moda e dell’economia. Vero, se si pensa soprattutto alle grandi vie del lusso, come Montenapoleone o corso Venezia. Ma Milano è molto di più: vanta una delle chiese più belle al mondo – il Duomo -, un teatro famosissimo – La Scala – e moltissimi punti di interesse storico, artistico e architettonico, spesso poco conosciuti. Oltre ad essere, probabilmente, l’unica vera metropoli italiana, costantemente orientata al futuro e in continuo sviluppo. Come testimonia Gae Aulenti, futuristico quartiere caratterizzato da grattacieli e architetture di design.

In linea con il suo carattere moderno e cosmopolita, Milano si attrezza quindi con soluzioni di hospitality innovative che seguono il trend del turismo di prossimità. Offrendosi non più solo a ricchi turisti stranieri in cerca di accessori griffati, ma sempre più spesso a italiani desiderosi di scoprirla in brevi break cittadini.

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Il quartiere futuristico di Gae Aulenti

I progetti e le strategie

Milano si adatta in particolar modo ai nuovi trend di turismo ibrido, a metà tra la vacanza di piacere e la staycation legata al lavoro da remoto. Per questo nascono sistemi di ospitalità misti, che ai servizi tradizionali di hotellerie aggiungono tutto il necessario per soggiorni professionali.

Un esempio è il progetto imprenditoriale 21 Way of Living, una community che mette a disposizione dei clienti diverse forme di hospitality coesistenti. L’ultima apertura è 21WoL Milano Centro, una struttura dotata di 120 camere attrezzate sia per short che long stay, con spazi di coworking e cucine condivise, un bistrot aperto al pubblico e spazi per eventi. Il gruppo ha già acquistato altri immobili, riconvertiti ad uso alberghiero. Uno di questi aprirà sui Navigli, la zona della movida milanese: luogo perfetto per vivere l’anima della città coniugando la visita turistica alla possibilità di lavorare in un ambiente stimolante e creativo.

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Gli spazi condivisi di 21WOL

Torino per i torinesi (e non solo): i pacchetti per il turismo di prossimità

Per valorizzare il capoluogo piemontese e spingere sempre di più l’offerta di un turismo Made in Italy, vicino e slow, nasce lo speciale pacchetto “Scegli TOrino”. L’iniziativa è promossa da una collaborazione tra Federalberghi, Fiavet Piemonte, Gia Piemonte e Ascom e offre al turista la possibilità di abbinare un pernottamento in hotel a una visita guidata esclusiva più cena gourmet.

I pacchetti saranno in vendita dal 7 gennaio 2021 nelle agenzie viaggio Fiavet e negli alberghi. Questa iniziativa, per il momento, coinvolge circa 20 hotel torinesi e sarà valida per tutto il mese di gennaio. Ma sembra solo l’inizio di una collaborazione volta a mettere in gioco tutte le competenze e strumenti per valorizzare al meglio la città.

Una nuova opportunità da esplorare

Torino e Milano sono solo alcune delle realtà che hanno deciso di puntare tutto sul turismo di prossimità, offrendo soluzioni per italiani che intendono viaggiare sul territorio nazionale.

Il momento di difficoltà rappresentato dalla pandemia si configura dunque ancora una volta come un’occasione per reinventarsi. Molte altre città in Italia, grandi o piccole, potrebbero seguire il modello, proponendo soluzioni per short break nazionali, dando un contributo alla ripresa del settore. E la possibilità, per gli italiani, di viaggiare anche senza andare lontano, conoscendo invece meglio ciò che hanno vicino.

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