Era il 1954 quando Ennio Flaiano pubblicava il racconto satirico-fantascientifico “Un marziano a Roma”. Sarà invece il 2024, settant’anni più tardi, quando Roma potrà vantare una flotta di taxi…volanti. Già, proprio così: taxi volanti per decongestionare il traffico della capitale e per rivoluzionare la mobilità urbana, nel nome della sostenibilità ambientale.
Per qualcuno potrebbe essere “roba da marziani” (appunto), una boutade o un qualcosa di irrealizzabile e invece il progetto, annunciato ufficialmente negli scorsi giorni, è in rampa di lancio. O, meglio, in pista di decollo. Il suo nome? Volocity.

Volocity, l’aerotaxi economico ed ecosostenibile

Una piccola-grande rivoluzione che vuole regalare all’Urbe una nuova modalità di trasporto pubblico, ecosostenibile e capace di ridurre – oltre alle emissioni di anidride carbonica – anche il congestionamento delle strade cittadine. Un progetto ambizioso nato dalla partnership tra Aeroporti di Roma, la holding Atlantia e l’azienda tedesca Volocopter, specializzata nella progettazione di elicotteri elettrici multirotore per l’uso in aerotaxi.

Chiamateli taxi volanti, chiamateli maxi droni omologati per il trasporto di persone, ma di certo non giocattoli: i velivoli che solcheranno il cielo di Roma saranno in grado di trasportare due passeggeri alla volta al costo di circa 150 euro in totale, collegando l’aeroporto di Fiumicino al centro città in una manciata di minuti, quindici per l’esattezza.

Insomma, collegamenti economici, veloci ed eco-friendly, visto che l’innovativo mezzo di trasporto è full electric, mosso da 18 rotori (indipendenti l’uno dall’altro) che funzionano a energia pulita, capaci di far viaggiare l’air taxi a una velocità (massima) di 110 km/h e coprire una distanza i 35 chilometri; il procedimento di sostituzione di batterie a ioni di litio è semplice e veloce: in 5-10 minuti l’aerotaxi può decollare nuovamente).

Ah, attenzione: il Volocity prevede anche una versione da “drone puro”, cioè senza pilota, ma il primo modello a essere messo in commercio prevedrà la cabina di pilotaggio. L’intenzione, però, è quella di abbracciare in toto la tecnologia “driverless”: non a caso, infatti, una seconda versione del taxi volanti avrà il cokpit di manovra per essere utilizzato solo in modalità di sicurezza, una terza sarà pilotata da remoto e la quarta e ultima versione sarà a guida autonoma (!), grazie a un computer.

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