A un tiro di schioppo dal confine svizzero, in provincia di Sondrio, ecco Tirano. Un piccolo comune di neanche diecimila abitanti, reso però celebre dal santuario dedicato alla Madonna di Tirano, dal fatto di essere il capolinea della Ferrovia del Bernina e per ospitare – udite udite! – l’organo più grande d’Europa.  Tre ragioni più che valide per un tour e Tirano e dintorni, per non parlare di pizzoccheri, bresaoola, chisciöi, Braulio e Taneda.

Cosa vedere a Tirano

Dando qualche spunto per un itinerario, la tappa con la “t” maiuscola è certamente quella dedicata al Santuario della Madonna di Tirano, il monumento religioso più importante di tutta la Valtellina. Fu edificato a seguito dell’apparizione della Madonna, nel 1504: tradizione vuole che la Vergine Maria sia apparsa al tiranese Mario Omodeo, annunciandogli la fine della pesta qualora venisse costruito un tempio in suo onore. E così, proprio in quel punto, nel 1505 iniziarono i lavori del santuario, che oggi si trova a pochi passi dal centro storico, immerso nella cornice delle montagne. All’interno, stucchi e sculture di Giacomo Rodari riempiono gli occhi, così come un imponente organo, il più grande di tutto il Continente.

Dunque, la Chiesa di Santa Perpetua e la vista mozzafiato che regala. Sì, perché la chiesa sorge su un affaccio panoramico del tutto naturale che domina la città di Tirano.

Per raggiungerla tre i percorsi possibili:

  1. Dal Santuario della Madonna si imbocca via Elvezia e seguendo i binari del Trenino Rosso del Bernina si gira a sinistra dopo il passaggio a livello. Da qui si imbocca una sentiero sterrato che porta alla chiesa.
  2. Il secondo sentiero, invece, parte dalla facciata sinistro del Santuario della Madonna di Tirano. Qui c’è un passaggio sormontato da un arco: bisogna imboccarlo per immettersi sul sentiero che sale a Santa Perpetua; prima sarà necessario attraversare un ponticello e poi bisogna inerpicarsi per una salita
  3. Il terzo sentiero è percorribile anche in automobile: parte dalla Basilica scendendo in direzione Villa di Tirano; una volta superato il ponte si gira a destra dopo la centrale idroelettrica e si prosegue fino al cartello di Stop. Quindi si va a destra e si prosegue fino alla Chiesa di Santa Perpetua.

Ancora in temo di panorami mozzafiato, si consiglia il Castello di Santa Maria, conosciuto come Il Castellaccio, fatto realizzare da Ludovico il Moro come sistema difensivo della Valtellina. La sua posizione arroccata regala una vista unica. Per raggiungere Il Castellaccio dal centro di Tirano bisogna percorree via Trivigno e poi proseguire lungo la strada comunale Castello.

Un salto nel centro storico: visite a pagamento

Anche il centro storico regala sorprese e qui, a pagamento, è possibile visitare il Palazzo Salis e il Palazzo Merizzi.
Palazzo Salis, il palazzo privato più importante della Valtellina, stupisce per la bellezza degli interni e del verde giardino. La costruzione, risalente al XVII secolo, è stata la dimora della famiglia Salis che ha ricoperto un ruolo importante nella storia della Valtellina, come vi verrà spiegato durante la visita.

Palazzo Salis rappresenta un chiaro esempio di residenza nobiliare in Valtellina nel XVII secolo. Fu costruito a partire dagli inizi del Seicento da Giovanni Salis, governatore della Valtellina, ed è caratterizzato nell’ampia facciata da un’impostazione tardo cinquecentesca con uno splendido portale a bugnato che riprende gli stilemi cari all’architettura toscano-medicea Gli interni, oggi visitabili in un circuito museale di 11 sale, tutte affrescate e restaurate, mostra prevalentemente apparati decorativi di epoca barocca. In questo palazzo si ricorda anche il soggiorno di Giuseppe Garibaldi qui giunto durante la liberazione della Valtellina.

Palazzo Merizzi: nei giorni di venerdì e sabato, nei mesi da giugno a settembre, in via Torelli 38 parte l’unica visita guidata della giornata. Il palazzo fa risalire il proprio impianto originale al XVI secolo: l’ingresso è contraddistinto da due ampi portali in pietra con archi a tutto sesto, di cui uno immette sul cortile d’onore realizzato quasi integralmente nel XVIII secolo. Questo ha una pianta quadrata ed è porticato da colonne e pilastri. Gli interni, contraddistinti da un gran numero di stanze con decorazioni d’epoca, presentano due famosi saloni foderati di pannelli in legno intagliato e dipinto con decorazioni in stile Luigi XIV, risalenti appunto al Seicento.

Dove mangiare a tirano

Dopo tanto girovagare, è bene riempirsi la pancia, mangiando i pizzoccheri, la bresaola e i chisciöi – frittelle di grano saraceno ripiene di formaggio filante, e bere due ottimi digestivi come il Braulio e il Taneda.

Tre i consigli culinari. Il primo è il Parravicini Restaurant & Wine Bar, che offre una location suggestiva da palazzo storico, con più sale, un po’ moderne e un po’ La cucina propone piatti della tradizione valtellinese con sperimentazioni e contaminazioni moderne.

Il secondo è la tipica Trattatoria Valtellinese, che mette a disposizioni più menù per assaggiare tutta la cucina del posto. Il tutto a prezzi modici e con il vantaggio di non avere la possibilità di usare il telefono perché non c’è campo

Infine La Vineria di Tirano, forte di un camino e di una carta di vini locali e non (mille le etichette!), accompagnati da taglieri di salumi locali per aperitivo, mentre per cena è prevista una degustazione di piatti tipici.

Buon appetito!

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